mercoledì 22 febbraio 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
Sostiene Baricco
Non c’è rosa senza spine... e non c’è traduttore senza gastrite.
In questi giorni la categoria è scossa da un’affermazione di Alessandro Baricco che risale al 1999:
“Per me, se il testo è buono la traduzione non conta. Io per esempio ho letto Adorno e Steinbeck in pessime versioni italiane, ma mi sono piaciuti lo stesso!”
Tutto è cominciato con l’iniziativa della collega Andrea Rényi, che ha inviato una nota (potete trovarla qui) allo scrittore per tentare di correggere la bruttissima abitudine di certi quotidiani e periodici che si ostinano a non citare - in caso di opere straniere - il nome del traduttore. Baricco non ha risposto alla lettera e non si è premurato di inserire il nome del traduttore nelle recensioni comparse successivamente su Repubblica.
Visto che i traduttori non contano e di conseguenza hanno moltissimo tempo da perdere, in virtù di quel poco lavoro che devono fare su un testo, alcuni colleghi su Facebook hanno fondato un gruppo che si chiama SOSTIENE BARICCO, dove con pochi semplici gesti stanno smontando la teoria dello scrittore: prendete incipit e brani di alcuni classici della letteratura o del vostro romanzo preferito (nella lingua d’origine, eh) e inseriteli in Google Translate... il risultato parla da sé.
Allora, il traduttore non conta niente? Sicuro sicuro?
Ecco, confesso che in un primo momento sono uscita di testa e ho debaricchizzato la mia libreria. Sono una persona impulsiva, non ci posso fare nulla. Ma ho dalla mia un grosso vantaggio: se sbaglio, sono pronta a tornare sui miei passi. Per questo con gli anni sono diventata anche piuttosto flessibile con le cazzate (soprattutto se a spararle sono io). Perché se è gratificante poter dire “te l’avevo detto”, non si comprende mai abbastanza quanto può arricchirti uno “scusa, hai ragione tu” in termini di stima che puoi ricevere dalle persone che ti circondano... che ti percepiranno come la persona ragionevole che sei.
Quindi, non è escluso che in futuro legga di nuovo Baricco, che - per quel poco che ho letto di suo - ho sempre apprezzato. Un futuro piuttosto remoto, ahimè, viste le tre pile di libri che pencolano sul mio comodino (questa storia del comodino è la mia ossessione... preparatevi, ne sentirete parlare spesso).